IL MAUA SI AMPLIA, TRA STREET ART E REALTÀ AUMENTATA

Il MAUA, Museo di Arte Urbana Aumentata, apre sei nuove sedi, sbarcando nei borghi di Aielli (AQ), Diamante (CS), Santa Croce di Magliano (CB), a Favara (AG), Firenze e Cosenza. Il famoso “museo senza pareti”, che ridefinisce la fruizione estetica dello spazio urbano attraverso la street art e la tecnologia della realtà aumentata, si arricchisce così di nuovi territori. Dall’11 ottobre, si potranno ammirare oltre cento murales (firmati dalle voci più autorevoli della street art contemporanea), trasformati in opere digitali animate. Come vederli? Basterà avere con sè uno smartphone o un tablet. Ecco tutti i dettagli del progetto finanziato dall’Unione Europea Fondo Next Generation EU e gestito dal Ministero della Cultura.

MAUA, nuove sedi al Centro e Sud Italia

Dopo Palermo, Milano, Torino, Brescia e Waterford (Irlanda), il progetto culturale, artistico e tecnologico MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata, nato come progetto per la valorizzazione delle periferie urbane, approda dunque nel Centro e nel Sud Italia coinvolgendo borghi e centri più rurali a elevata vocazione artistica.

Ad Aielli (AQ), i murales che punteggiano il paese – esito di un lungo percorso culturale tra street art e astronomia – vengono reinterpretati da una nuova generazione di artisti digitali grazie alla realtà aumentata.

A Cosenza e nei territori limitrofi di Rogliano e Santa Maria del Cedro, i murales selezionati, già parte di un importante processo di rigenerazione del contesto locale, diventano ora portali digitali in grado di attivare nuove forme di visione, partecipazione e memoria condivisa.
Sempre nel territorio cosentino, Diamante (CS) – borgo simbolo dell’arte muraria del Mediterraneo con i suoi 400 murales realizzati da artisti di fama internazionale – si trasforma in un museo urbano aumentato, dove la storica vocazione alla street art incontra le possibilità offerte dai linguaggi digitali emergenti.

A Firenze – città storicamente stratificata, iconica e sovra-rappresentata – il progetto restituisce una nuova infrastruttura narrativa, in cui la realtà aumentata non è solo tecnologia, ma linguaggio di risignificazione dello spazio. Favara (AG) – centro simbolo della rigenerazione urbana a base culturale – si riconfigura come museo urbano aumentato, dove la sua vocazione artistica e comunitaria si intreccia con le potenzialità espansive dei linguaggi digitali emergenti.

Le strade di Santa Croce di Magliano (CB), già animate da oltre 40 murales realizzati nel corso delle diverse edizioni del Premio Antonio Giordano, prendono nuova vita grazie all’intervento di oltre 30 artisti digitali provenienti da tutta Italia.

Come vedere i murales

Attraverso l’app gratuita Bepart – the Public Imagination Movement, ogni visitatore potrà inquadrare uno dei murales o degli interventi di street art coinvolti e vederli trasformarsi in tempo reale in un’opera digitale animata. Le opere aumentate sono dispositivi narrativi immersivi, spesso accompagnati da suoni, testi e immagini in movimento, che amplificano e moltiplicano le possibili letture dell’opera fisica.

Storia e numeri del MAUA

Dal primo nucleo realizzato a Milano nel 2017, MAUA ha generato una collezione di oltre 340 opere aumentate, grazie al coinvolgimento di più di 450 artisti e centinaia di studenti, formatori, cittadini e associazioni. Spiega Joris Jaccarino di Bepart, cooperativa sociale che ha ideato il progetto MAUA: “Le città coinvolte fino a oggi – Palermo, Milano, Torino, Waterford (Irlanda), Brescia, Santa Croce di Magliano, Aielli, Diamante, Favara, Cosenza, Firenze – non sono semplici scenari ma agenti della narrazione, territori vissuti che diventano parte integrante del racconto artistico”.

Alla base di ogni nuova edizione di MAUA c’è infatti un metodo curatoriale e didattico partecipativo. Le opere aumentate nascono da processi collettivi che coinvolgono studenti, giovani creativi, artisti digitali, enti culturali e realtà locali. I partecipanti vengono formati in ambiti che vanno dalla fotografia alla post-produzione, dalla scrittura creativa all’animazione 2D/3D, dallo sviluppo allo scripting, fino alla curatela artistica e alla progettazione urbana.

Ogni opera è quindi un crocevia di sguardi e competenze, riflette una posizione autoriale ma anche un lavoro di ascolto del contesto, diventando testimonianza aumentata di un vissuto locale. MAUA si fa così infrastruttura culturale decentralizzata, capace di generare valore sociale e immaginario collettivo attraverso l’arte pubblica digitale.

Allo stesso tempo, il visitatore non è uno spettatore passivo, ma un esploratore urbano, chiamato a comporre la propria esperienza tra facciate, angoli dimenticati, memorie collettive e narrazioni digitali.
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Informazioni 

MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata 

Promosso da Bepart – the Public Imagination Movement
Finanziato da Unione Europea Fondo Next Generation EU gestito dal Ministero della Cultura

Nuove Sedi Aielli (AQ), Cosenza, Diamante (CS), Favara (AG), Firenze, Santa Croce di Magliano (CB)

Dall’11 ottobre 2025 – in permanenza

mauamuseum.com