Scritto daGianluca Piroli

La mostra Rothko a Firenze a Palazzo Strozzi ripercorre l’intera evoluzione di Mark Rothko, dagli esordi figurativi fino alle celebri campiture di colore che definiscono la sua maturità. Il percorso mette al centro il rapporto tra colore, spazio ed emozione, trasformando la pittura in un’esperienza immersiva e contemplativa.
Fondamentale è il legame con Firenze, nato dai viaggi dell’artista in Italia e dal confronto con Beato Angelico e Michelangelo, che influenzano profondamente la sua visione. La mostra si estende anche al Museo di San Marco e alla Biblioteca Laurenziana, creando un dialogo diretto tra arte moderna e architettura rinascimentale.
Nel suo esito più radicale, l’opera di Rothko supera la rappresentazione per diventare ambiente, invitando lo spettatore a entrare in uno spazio mentale ed emotivo costruito attraverso il colore.

Bernd & Hilla Becher

Alla Fondazione MAST di Bologna, «Bernd & Hilla Becher. History of a Method» presenta oltre 350 fotografie che raccontano un approccio rigoroso e sistematico alla fotografia. Attraverso tipologie e griglie visive, i Becher trasformano l’architettura industriale in un linguaggio formale capace di ridefinire i canoni della rappresentazione. La mostra ripercorre un metodo che, tra oggettività e visione, ha influenzato profondamente la fotografia contemporanea, dimostrando come la disciplina possa diventare identità.

Durante la Milano Art Week 2026, Thomas Zangaro Studio ha aperto il proprio spazio a una riflessione intensa tra arte, architettura e intelligenza artificiale. Con FineSettimana, lo studio ha trasformato l’ambiente in un laboratorio temporaneo dove installazione, paesaggio digitale e interazione con il pubblico hanno ridefinito il rapporto tra immaginazione, tecnologia e spazio.