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La fotografa Sara Allegrini, l’architetto e designer Massimo Iosa Ghini e Michelangelo Piroli, portavoce di The Roadrunners, durante la presentazione della mostra HURBANA a Palazzo Isolani, Bologna.

HURBANA + The Roadrunners è un progetto collettivo in cui fotografia, volti, manifesti cinematografici originali, materia e parole si sovrappongono attraverso interventi di mani diverse. Un processo aperto e imprevedibile che assume il comportamento della città, dove ogni immagine può essere trasformata dal tempo, dal caso e da un nuovo gesto.

A man stands outside the entrance to Art Basel wearing a mirrored sign around his neck that reads "HELP I NEED LOVE." A simple yet powerful image, turning a personal plea into a universal reflection on the human need to be seen, heard, and loved.

Una visita ad Art Basel diventa l’occasione per riflettere sul rapporto tra arte e mercato, sul modo in cui l’esperienza condiziona il nostro sguardo e sulla necessità di tornare a osservare le opere con curiosità e autenticità. Tra grandi artisti, arte digitale e un inatteso incontro all’ingresso della fiera, emerge una domanda più profonda: cosa continua davvero a renderci umani? Il cartello “HELP I NEED LOVE” diventa così il simbolo di una riflessione che va ben oltre il mondo dell’arte.

Achille-Bonito-Oliva-ed-Emilio-Mazzoli-alla-mostra-di-Giuseppe-Gallo-Caverna-di-Kant-Galleria-Mazzoli-Modena-2019.-Courtesy-Galleria-Mazzoli-Modena.-Ph.-Rolando-Paolo-Guerzoni

Un ritratto tra vena autoriale e riconoscimento istituzionale: Emilio Mazzoli riceve il Premio ANGAMC 2026 alla carriera. Una storia di visione, rischio e costruzione culturale che attraversa oltre cinquant’anni di arte contemporanea.
A portrait between narrative and institutional recognition: Emilio Mazzoli receives the ANGAMC 2026 Lifetime Achievement Award. A story of vision, risk, and cultural construction spanning more than fifty years of contemporary art.

Opus in fieri, particolare opera di Iemmi Palazzo da Mosto Copyright © 2026 Gianluca Piroli

Opus in fieri a Palazzo da Mosto è una doppia personale che mette in dialogo Federico Branchetti e Fabio Iemmi in un vero cantiere mentale sulla materia. Tra scultura, disegno e installazione, i due artisti esplorano gravità, peso e vibrazione trasformando il museo in un luogo di processo, rischio e trasformazione continua, sotto la cura di Greta Martina per Fondazione Palazzo Magnani.