ANDREA GABUTTI – S.T.

Dopo il successo ottenuto a Lugano, l’artista svizzero Andrea Gabutti è protagonista a Verona, presso KROMYA Art Gallery, con un significativo corpus di opere inedite. La mostra, curata da Marco Franciolli, già direttore del MASI – Museo d’arte della Svizzera italiana, è visitabile dal 9 marzo al 20 aprile.

Le opere di Gabutti in mostra a Verona

Intitolata S.T. (senza titolo, come da consuetudine per l’artista), la mostra offre una panoramica dei temi e delle tecniche ricorrenti nella ricerca di Gabutti attraverso 25 opere su tela e su carta, molte delle quali di grandi dimensioni e mai esposte prima. Presenti, in particolare, a Verona alcuni dipinti a olio su tela del nuovo ciclo dedicato all’acqua, realizzati nel 2023.

“La peculiare figurazione di Andrea Gabutti – spiega il curatore Marco Franciolli – è frutto di un lungo e complesso percorso di sperimentazione, prevalentemente incentrato sulla natura e sul paesaggio, avviato all’inizio degli anni Novanta. Nelle sue opere il sentimento del paesaggio è reso attraverso i segni, le tracce e i tratteggi che caratterizzano disegni e dipinti; la relazione profonda che l’artista intrattiene con la natura e i suoi elementi si può evincere in tutti i suoi lavori, frutto al contempo dei sensi, della ragione e dell’immaginazione”.

Un lungo percorso di sperimentazione

Nel 2012 Gabutti acquisisce una piccola incisione di paesaggio di Barthélemy Menn (1815-1893), artista attivo a Ginevra che ebbe grande influsso sulla pittura svizzera di paesaggio. A partire da questa minuscola incisione, Gabutti realizza un nuovo ciclo di disegni monumentali a inchiostro, che dà avvio ad un’indagine approfondita sul tema del paesaggio e dei suoi elementi. Si intensifica così la ricerca grafica tra figurazione e astrazione, tra figura e simbolo.

Il tema romantico della rovina, presente nell’opera di Menn, si trasforma in Gabutti in un’indagine sul rapporto fra la natura e il costruito dell’uomo. A partire da questi lavori, l’artista sperimenta nuove possibilità introducendo temi inediti, utilizzando spesso la grafite e l’inchiostro o realizzando varianti monocromatiche di uno stesso tema con matite colorate: boschi, sentieri, cascate, intrichi di rami costituiscono inesauribili fonti d’ispirazione.

Il nuovo ciclo dell’acqua

Più recentemente, l’attenzione di Andrea Gabutti si è concentrata sulla rifrazione della luce sulla superficie dell’acqua, anche questo un tema ricorrente nella tradizione pittorica di un Paese, come quello elvetico, caratterizzato da montagne, cascate d’acqua e laghi.

L’artista riprende tale soggetto iconografico concentrando la propria attenzione sulla natura fluida dell’acqua, le sue caratteristiche riflettenti e le strutture dei riflessi che si creano sulla superfice. È in queste opere che le peculiarità del segno divengono essenziali per rendere gli effetti di luce e analizzare le strutture generate dal movimento dell’acqua.

Nei disegni e nei dipinti più recenti si possono intravedere nuovi indirizzi, che confermano l’evolvere costante del linguaggio artistico di Andrea Gabutti verso nuove possibilità espressive, sempre di grande suggestione e sensibilità.

Chi è Andrea Gabutti

Andrea Gabutti nasce a Manno (Cantone Ticino) nel 1961. Trasferitosi a Ginevra all’inizio degli anni Ottanta, intraprende una doppia formazione, dapprima alla Facoltà di Diritto dell’Università di Ginevra e successivamente all’École Supérieure d’Art Visuel (ESAV). Da quel momento, la sua vita si divide tra questi due campi d’azione: l’insegnamento del diritto da un lato e la carriera artistica dall’altro.

A partire dagli anni ’90, Gabutti espone regolarmente in Svizzera e all’estero: si ricordano, tra le altre, le mostre al Museo Cantonale d’Arte a Lugano; al Musée des Beaux Arts di Tourcoing, Nord-Pas-De-Calais (Francia); al Museo de Arte Contemporânea de Pernambuco à Olinda (Brasile); al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona; al Musée des beaux-arts a La Chaux-de-Fonds. Numerose le mostre in gallerie svizzere e internazionali.

Nel 1998 vince il premio Diday della Société des arts di Ginevra. Opere dell’artista sono presenti in varie collezioni museali e private svizzere, tra le altre nel Fonds municipal d’art contemporain di Ginevra; nella Collezione del Cantone Ticino e al MASI – Museo d’arte della Svizzera italiana; al Musée d’art et d’histoire a Neuchâtel; al Musée Jenisch a Vevey; nelle collezioni delle banche Crédit Suisse a Lugano, Julius Bär Art Collection a Zurigo, Banca dello Stato del Cantone Ticino a Lugano. L’artista vive e lavora tra Ginevra e Manno.

Informazioni

KROMYA Art Gallery Verona è aperta al pubblico da martedì a domenica, con orario 10-12.30 e 16-19.30, chiuso lunedì (possibilità di visite su appuntamento – tel. 339 4166956). Ingresso gratuito.

www.kromyartgallery.com