AZULEJOS, LA MOSTRA PERSONALE DI MONOGRAFF A FIRENZE

Tommaso Mannucci, in arte Monograff, è un artista fiorentino dallo stile eclettico e unico, che fonde tecniche tradizionali di incisione, stampa e pittura su tela con elementi di street art. Attraverso le sue opere Monograff cerca sempre di lasciare un messaggio, un segno col quale raccontare esperienze e pensieri di determinati periodi, o di affrontare una tematica che gli sta a cuore, per attirare l’attenzione dello spettatore sulla bellezza delle cose semplici, ma anche sulle contraddizioni del mondo urbano. Che sia dunque attraverso un murale, un illustrazione, un quadro, un ritratto urbano, lo scopo dell’artista è di creare un dialogo visivo su questioni sociali e politiche. Fino al 7 maggio è possibile visitare la mostra personale di Monograff, Azulejos, allestita presso la Galleria d’arte La Fonderia di Firenze.

Azulejos, le opere di Monograff a Firenze

L’ultima produzione dell’artista fiorentino è caratterizzata da una pittura bicromatica dominata da blu e bianco, ispirata alla bidimensionalità della cianotipia e alle tipiche decorazioni iberiche Azulejos, piastrelle in ceramica con superficie smaltata e decorata che arricchiscono costruzioni pubbliche e private.

Il richiamo a questo tipo di decorazione cara a Monograff lo si ritrova nella prima parte della mostra, con una serie di piccole opere quadrate, su cui si articola un percorso che affronta i vari strati del terreno e le varie fasi naturali, dalla texture della pietra alla vegetazione che affiora da esse.

Si delinea così un filo conduttore di lettura che prosegue e si focalizza sulla concretezza e mutevolezza della materia. Vicende politiche e personali, contrasti e conflitti interiori hanno portato l’artista a pensarsi attraverso texture e forme marmoree forate, lacerate, oscurate in cui tuttavia non viene mutata la natura intrinseca della materia stessa.

Una sorta di autoritratto ambientale, come la natura e l’uomo modellano il marmo, gli accadimenti sociali e culturali modellano Monograff: il materiale rappresentato, roccia e pietra, sono la volontà di raffigurare un individuo o qualsiasi forma di vita che si deve adattare spesso alle circostanze, alle situazioni, con compromessi e mutamenti nella forma senza intaccarne l’essenza.

Un invito a riflettere

Le riflessioni di Monograff si concentrano anche sull’estrazione nelle cave, riconducibili ai titoli delle opere stesse: 5% è la percentuale del marmo asportato utilizzato per scopi artistici, mentre il 17% per opere architettoniche. Il marmo è una risorsa che non si rinnova e le montagne vengono scavate costantemente, devastando il patrimonio culturale e ambientale. Viene così da rivolgere lo sguardo a quelle aree residuali che, dopo essere state sfruttate, riman­gono abbandonate e a quelle che ancora sopravvivono all’antropizza­zione.

Un paesaggio interstiziale che Gilles Clément chiama Terzo Paesaggio, nel senso di ciò che non è né luce, né ombra: è l’insieme di questi spazi inde­cisi, trascurati dal dominio dello sfruttamento dei suoli a costitui­re il solo rifugio per la biodiversità, in cui la vegetazione si riprende gli spazi senza essere vincolata, guidata e tematizzata dall’uomo.

A completare il percorso espositivo presso la Galleria d’arte La Fonderia trova posto una scultura che materializza la ricerca di Monograff, rendendo tangibili le forme solamente raffigurate attraverso la pittura e delocalizzando la materia dalla tela allo spazio reale.

Informazioni

Azulejos
Mostra personale di Monograff
Fino al 7 maggio 2024 presso la Galleria d’arte La Fonderia di Firenze (via della Fonderia 42R).

Orari: dal martedì al sabato ore 10-13, 15.30-19.30.

www.galleriafonderia.com