SMAC San Marco Art Centre, la nuova e pionieristica istituzione artistica in Piazza San Marco a Venezia, annuncia The Quantum Effect, una mostra co-curata da Daniel Birnbaum e Jacqui Davies e prodotta da SMAC e OGR Torino. L’esposizione aprirà al pubblico il 5 settembre e presenterà opere di alcuni tra gli artisti più influenti di oggi, intrecciate in una narrazione cinematografica che attinge sia alla scienza contemporanea che all’universo della fantascienza e della cultura pop.

Artisti e opere, tra meccanica quantistica e realtà
The Quantum Effect esplora i paradossi spaziali e temporali introdotti dalla teoria quantistica: universi paralleli, viaggi nel tempo, teletrasporto, “supersymmetry” e materia oscura. Birnbaum e Davies per questa mostra mettono insieme opere d’arte, esperimenti scientifici, equazioni della meccanica quantistica e fantascienza per creare un vero e proprio effetto quantistico in uno spazio espositivo di mille metri quadri.
L’allestimento si ispira concettualmente al romanzo emblematico di Raymond Roussel Locus Solus, con il suo racconto di otto miracolosi tableaux vivants ambientati in un’architettura di vetro.
Prendendo spunto dalle realtà quantiche, la mostra segnala nuove possibilità creative in cui oggetti e ruoli possono essere contemporaneamente una cosa e il suo opposto. Oltre alle opere di artisti come Dara Birnbaum, Isa Genzken, Jeff Koons, Mark Leckey e Marcel Duchamp/Man Ray, The Quantum Effect presenta elementi creati dai curatori: collage cinematografici “entangled” (da “entaglement”: correlazione quantistica) con scorci misteriosi dal mondo della teoria e del calcolo quantistico, oltre a “Science Fiction”, una linea temporale alternativa che, in linea con il tema della mostra, mette in discussione la nozione di tempo lineare e la natura della realtà.

Sale e gallerie come mondi paralleli
Lo spazio espositivo di SMAC è composto da 16 sale disposte lungo un corridoio continuo di oltre 80 metri. The Quantum Effect ruoterà attorno alla stanza di specchi Oil VII (2007), opera di Isa Genzken. Da questo punto centrale, la mostra si sviluppa simmetricamente con gallerie a sinistra e a destra percepite come mondi paralleli, come se l’esposizione si svolgesse simultaneamente in realtà multiple. Ai visitatori sarà dunque possibile vivere uno dei tanti mondi possibili man mano che avanzano nel percorso “supersimmetrico” della mostra.
“Così come la natura paradossale della fisica quantistica sconvolge la nostra comprensione della realtà, abbiamo creato una mostra che sfida la natura e il significato delle cose: opere d’arte, film, esperimenti scientifici, teorie quantistiche e le loro rappresentazioni simboliche – spiegano Daniel Birnbaum & Jacqui Davies, curatori di The Quantum Effect – Anche i ruoli distinti di curatore, produttore e artista vengono sovvertiti: esperimenti-installazioni e interventi concepiti dai curatori vengono esposti accanto a opere di artisti acclamati. Talvolta, fatto e finzione si fondono, protagonisti chiave della fisica quantica vengono rianimati e le linee temporali tradizionali trasformate in: Science Fiction. In questo mondo straordinario, Davies assume il ruolo di artista, realizzando opere che strumentalizzano il cinema di fantascienza, la cultura popolare, i social media e molto altro, costruendo portali audiovisivi tra i mondi dell’arte, del cinema, della scienza, della filosofia e della magia”.
Anna Bursaux, David Gramazio e David Hrankovic, co-fondatori di SMAC: “Il programma espositivo di SMAC continua a mettere in luce l’inaspettato con The Quantum Effect, mostra ideata dai curatori Daniel Birnbaum e Jacqui Davies. Creando un ponte tra il mondo della scienza, dell’arte e del cinema, The Quantum Effect evidenzia la ricerca, il dialogo e la sperimentazione che definiscono la visione curatoriale di SMAC”.

Gli highlights della mostra
Ogni opera avrà un “gemello”, un sosia quasi identico. Tra i lavori più significativi, due opere di Tomás Saraceno della serie, Hybrid Webs, che presentano ragnatele contenute all’interno di teche. L’artista vede la struttura del mondo come una rete intrecciata di esperienze sensoriali che si combinano e si scontrano per favorire la comunicazione tra le creature che abitano la nostra galassia.
Da non perdere To the Old World (Thank You for the Use of Your Body)(2021-22) di Mark Leckey, un’installazione filmica in cui il protagonista attraversa una membrana invisibile (una lastra di vetro) che lo trasporta da un mondo all’altro.
Durante la visita a The Quantum Effect si potrà ammirare anche One Ball 50/50 Tank (Spalding Dr. J Silver Series) (1985) di Jeff Koons: un’opera iconica, un pallone da basket che galleggia sospeso all’interno di una teca grazie all’equilibrio di densità tra tutti gli elementi contenuti in essa. Per realizzarla, Koons collaborò con il fisico teorico Richard Feynman.
Informazioni
THE QUANTUM EFFECT
SMAC San Marco Art Centre
Procuratie, Piazza San Marco 105, Venezia
Aperto dal mercoledì al lunedì dalle 10 alle 18 (chiuso il martedì)
Biglietti e informazioni: www.smac.org