Dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026 i Musei Civici di Bassano del Grappa (Vicenza) presentano al pubblico la grande mostra che, ad oltre dieci anni dall’ultima esposizione italiana dedicata all’artista, celebra l’opera di Giovanni Segantini, uno dei massimi esponenti del Divisionismo, tra i più sensibili osservatori del mondo naturale e impareggiabile cantore della montagna quale luogo fisico e simbolico. I visitatori possono ammirare circa cento dipinti provenienti dalle più importanti collezioni d’Italia e d’Europa, capolavori divisi in quattro diverse sezioni e tre focus tematici.

Le opere di Giovanni Segantini
I dipinti di Segantini esposti ai Musei Civici di Bassano provengono da collezioni pubbliche e private di diversi Paesi, come il Musee d’Orsay al Rijksmuseum di Amsterdam. Alcune opere, rintracciate a distanza di oltre un secolo dalla loro realizzazione, definiscono un percorso espositivo diviso in quattro sezioni e in tre focus tematici che, a partire dall’esordio a Brera, inquadreranno gli snodi più importanti della vicenda biografica dell’artista di Arco, mettendo allo stesso tempo in luce la straordinaria evoluzione della sua pittura.
L’allestimento, un’ode alla tecnica segantiniana, mette in continuo dialogo luci e ombre, spazio e opere d’arte, trasformando il percorso espositivo in un palcoscenico drammatico in cui i colori vibranti delle opere risplendono, restituendo al visitatore un’esperienza emozionale e immersiva, ampliata da un crescendo visivo con un unico focus: l’arte di Segantini.
La prima sezione sarà dedicata alla fase milanese, segnata dall’incontro con il gallerista e sodale Vittore Grubicy De Dragon, nonché dal diretto confronto con l’eredita della Scapigliatura e del Naturalismo lombardo. Se in questo vivace contesto si fece evidente l’innata propensione del pittore allo studio delle potenzialità espressive di luce e colore, si registra invece con il trasferimento in Brianza, verso la fine del 1880, un rinnovamento della concezione dell’uso del colore in direzione di un crescente interesse per la Natura quale elemento di comunione tra uomo, paesaggio e animali.

Nella seconda sezione, che rappresenta una delle novità più importanti della mostra, verranno messi in luce anche i contatti con l’arte di Jean-Francois Millet, con la produzione grafica di Vincent van Gogh e con le opere degli artisti della Scuola dell’Aja, per la prima volta posti a diretto confronto con la sua pittura.
Il percorso proseguirà con una terza sezione dedicata alla fase svizzera, avviatasi a Savognin nel 1886, durante la quale Segantini realizzò le grandi e celebri composizioni dedicate alla vita montana, arricchite dallo studio sugli effetti di luce e colore attraverso la definizione di una personale tecnica pittorica che lo fece emergere quale uno dei protagonisti del Divisionismo italiano.
La mostra si chiuderà infine sull’ultimo decennio della produzione segantiniana, caratterizzata dal trasferimento a Maloja e dall’apertura alla poetica Simbolista, raggiunto attraverso la peculiare formula del “simbolismo naturalistico”, una personale interpretazione del rapporto universale tra Uomo e Natura.

Dipinti che nascondono un mistero
La mostra è stata preceduta da rilevantissime indagini non invasive sulle opere e sui materiali impiegati da Segantini. Queste ricerche hanno portato a sorprendenti scoperte, in particolare riguardo Ave Maria a trasbordo, opera simbolica del Segantini Museum di St. Moritz e dell’intera produzione segantiniana, eccezionalmente concessa in prestito al Museo Civico di Bassano del Grappa fino al 8 dicembre 2025. Nel capolavoro è emersa la complessa stratificazione del dipinto che nasconde, sotto l’attuale composizione, un precedente stadio che ricalca la prima versione realizzata del 1882, andata perduta ma nota attraverso fotografie.
Similmente, grazie alle analisi condotte con IRIS, l’innovativo strumento di indagini diagnostiche a disposizione dall’Università della Bicocca di Milano, è stato possibile individuare sotto Ritorno dal bosco, capolavoro scelto come immagine guida della mostra, un dipinto ritenuto perduto dal 1890. Queste opere si offrono dunque non solo come capolavori compiuti ma anche come terreno di ricerca scientifica all’avanguardia. Alcuni contenuti multimediali racconteranno queste e altre scoperte, guidando i visitatori attraverso un viaggio inedito dentro i capolavori di Segantini.

Informazioni
GIOVANNI SEGANTINI
Museo Civico di Bassano del Grappa
Mostra a cura di Niccolò D’Agati
25 ottobre 2025 – 22 febbraio 2026
Piazza Garibaldi 34, Bassano del Grappa (Vicenza)
Orari: tutti i giorni, compresi festivi, dalle 10 alle 19. Chiuso i martedì e il 25 dicembre