Dimenticate i musei silenziosi e i “non toccare”: al 59 Rivoli, l’arte si fa chiassosa, vivace e… chiacchierona! A due passi dal Louvre, in un elegante palazzo haussmanniano, c’è un mondo coloratissimo che non vi aspettate: sei piani di atelier d’artista dove creatività e caos convivono in perfetta armonia. Qui ogni parete, ogni gradino, ogni pennellata racconta una storia.
Le sue origini risalgono al 1999 quando Gaspard Delanoë, Kalex e Bruno Dumont fanno irruzione nel palazzo del Crédit Lyonnais in rue Rivoli 59, abbandonato da otto anni. Una dozzina di artisti occupano il palazzo, vanno a viverci, iniziano ad allestire i loro atelier. E aprono gli spazi al pubblico.
Ma già nel 2000 il collettivo autogestito ha l’avviso di sgombro dal tribunale di Parigi. Nel 2001 il neo eletto sindaco di Parigi, il socialista Bertrand Delanoë, acquista il palazzo e trova un accordo con gli squatter. La riapertura ufficiale di 59 Rivoli avviene il 9 novembre 2009 e il passaggio da “rifugio di sognatori” a centro d’arte contemporanea tra i più visitati di Parigi è breve.
Un miracolo tutto francese fatto di battaglie legali, sogni condivisi e pennelli instancabili.
Oggi ospita oltre 30 artisti residenti, ognuno con il suo stile, il suo mondo, il suo laboratorio visitabile, senza vetri o barriere. Se avete fortuna, potrete vederli all’opera o scambiare due chiacchiere d’arte e filosofia.
Qui l’arte non è sacra: è viva, accessibile e – udite udite – gratis. Un’esperienza che cambia ogni giorno, perché gli artisti ruotano, le opere evolvono, e voi…tornerete diversi.
Articolo: Elisabetta Riva
Orari: da martedì a domenica, 13:00 – 20:00
Ingresso: gratuito, con offerta libera per sostenere il sogno.









