Bernd & Hilla Becher

Alla Fondazione MAST di Bologna, «Bernd & Hilla Becher. History of a Method» presenta oltre 350 fotografie che raccontano un approccio rigoroso e sistematico alla fotografia. Attraverso tipologie e griglie visive, i Becher trasformano l’architettura industriale in un linguaggio formale capace di ridefinire i canoni della rappresentazione. La mostra ripercorre un metodo che, tra oggettività e visione, ha influenzato profondamente la fotografia contemporanea, dimostrando come la disciplina possa diventare identità.

Durante la Milano Art Week 2026, Thomas Zangaro Studio ha aperto il proprio spazio a una riflessione intensa tra arte, architettura e intelligenza artificiale. Con FineSettimana, lo studio ha trasformato l’ambiente in un laboratorio temporaneo dove installazione, paesaggio digitale e interazione con il pubblico hanno ridefinito il rapporto tra immaginazione, tecnologia e spazio.

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Ruth Orkin non scattava foto: dirigeva film con una Leica. Da Los Angeles a New York in bici nel ’39, fino ai fischi di Firenze nel ’51 con “American Girl in Italy”. A Palazzo Pallavicini, Bologna, dal 5 marzo al 19 luglio 2026, 187 immagini raccontano la sua fuga dal sogno hollywoodiano mancato. Curata da Anne Morin, l’antologica più grande in Italia su una donna che rese il tempo illusione pura.

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Un ritratto tra vena autoriale e riconoscimento istituzionale: Emilio Mazzoli riceve il Premio ANGAMC 2026 alla carriera. Una storia di visione, rischio e costruzione culturale che attraversa oltre cinquant’anni di arte contemporanea.
A portrait between narrative and institutional recognition: Emilio Mazzoli receives the ANGAMC 2026 Lifetime Achievement Award. A story of vision, risk, and cultural construction spanning more than fifty years of contemporary art.

Opus in fieri, particolare opera di Iemmi Palazzo da Mosto Copyright © 2026 Gianluca Piroli

Opus in fieri a Palazzo da Mosto è una doppia personale che mette in dialogo Federico Branchetti e Fabio Iemmi in un vero cantiere mentale sulla materia. Tra scultura, disegno e installazione, i due artisti esplorano gravità, peso e vibrazione trasformando il museo in un luogo di processo, rischio e trasformazione continua, sotto la cura di Greta Martina per Fondazione Palazzo Magnani.