Frank Gehry viene raccontato come l’architetto che trasformava un foglio stropicciato in edifici capaci di cambiare il volto delle città. Le sue opere, da Bilbao a Los Angeles, nascono da gesti apparentemente casuali che sfidano la logica e la geometria. Gehry non costruiva strutture, ma identità. Anche dopo la sua scomparsa, le sue curve continuano simbolicamente a piegare lo spazio e a reinventare il mondo.
L’arte di Giorgio de Chirico a Modena
L’universo enigmatico e visionario di Giorgio de Chirico, tra i massimi maestri della pittura italiana del Novecento, arriva a Modena con una grande mostra dal titolo “Giorgio de Chirico. L’ultima Metafisica”. L’esposizione, che comprende una cinquantina di opere realizzate dall’artista nell’ultima fase della sua carriera, sarà visitabile dal 29 novembre 2025 al 12 aprile 2026 nell’ala nuova del Palazzo dei Musei.
59 Rivoli: il cuore pulsante dell’arte libera a Parigi
Al 59 Rivoli l’arte esce dai musei e si mescola alla vita di tutti i giorni: sei piani di atelier d’artista, ingresso gratuito e un ex palazzo occupato diventato uno dei luoghi più sorprendenti dell’arte contemporanea a Parigi.
L’Ossario di Sedlec: dove la morte diventa arte
Nel silenzio raccolto di Sedlec, l’Ossario di Kutná Hora trasforma i resti di 40.000 persone in un capolavoro di arte sacra e macabra. Una riflessione unica sull’impermanenza e sulla bellezza che nasce dal limite.
Il Guggenheim di Venezia come non l’avete mai visto
Una visita al Guggenheim di Venezia che si trasforma in un attraversamento tra vivi, morti e spiriti dell’arte. Un racconto gonzo, visionario e profondamente umano, dentro la mente inquieta di Peggy Guggenheim e della sua corte eterna di artisti.
Alla Chiusura della Biennale 2025: l’Architettura che Torna a Essere Arte
La Biennale Architettura 2025 mostra un cambiamento profondo: l’architettura torna arte viva, dialogando con natura, tecnologia, materiali antichi e intelligenze artificiali.
ERNESTO MORALES A PALERMO CON “A UN’ETERNA LUCE”
Luce come idea, luce come principio immateriale, ma luce anche come sostanza incandescente che dà vita all’opera stessa. Nel dipingere la presenza della luce, Ernesto Morales usufruisce di una tecnica assolutamente inedita e di un pigmento da lui stesso formulato, come un alchimista del colore. La mostra personale dell’artista italo-argentino, allestita presso la Cappella dell’Incoronata del Museo Riso di Palermo, sarà aperta fino al 9 gennaio 2026.